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GIANNI DETTO BURRASCA

regia Gianluigi Gherzi

elaborazione drammaturgica Gianluigi Gherzi
Loredana Perissinotto

musiche Rudi Trudi, Geroge Winston, Tom Waits
The Doors, Zap Mama, 99 Posse

con Cristiana Voglino, Monica Fantini, Fabio Farronato

Chi, anche tra i giovanissini, non ha mai sentito parlare di Rita Pavone e della sua interpretazione nelle vesti di Giannino Stoppani, il pirotecnico protagonista de "Il Giornalino di Gian Burrasca", attribuito al giornalista Luigi Bertelli, in arte Vamba?
L'enfant terrible è ormai parte della memoria letteraria, grazie allo sceneggiato firmato da Lina Werthmüller, nonché alla verve comica e alla simpatia di Rita Pavone.
Pur se ambientato nell'Italia umbertina, il testo resta attuale perché ancora contemporaneo e oggetto di inesaurita riflessione continua ad essere l'argomento che tutto lo percorre: lo scarto generazionale, con le conseguenti incomprensioni tra adulti e "meno adulti".
Proprio da questa tematica prende avvio il lavoro di Assemblea Teatro che, scartando la facile via delle verità preconfezionate, si propone quale incipit di un percorso costantemente aperto, di un discorso che analizza le differenze senza operare mitizzazioni di sorta.
Tra baruffe e comici equivoci, Cristiana Voglino, Monica Fantini e Guido Ruffa restituiscono al palcoscenico - proponendone una polifonica interpretazione volta a metterne in risalto le caratteristiche teatrali - l'opera letteraria, la singola voce narrante del diario. Questo, nella speranza che tra una risata e l'altra, Gian Burrasca, ragazzino non ancora "temprato" dall'ordine adulto, apra una possibilità al fecondo tarlo del dubbio, dell'interrogarsi, magari, riscoprendo ciò che ancora in noi alberga di infantile, di poco "addomesticato".